Gambe di una donna con evidenti vene varicose

Trattamento delle vene varicose: laser o radiofrequenza?

Il trattamento delle vene varicose ha subito un’evoluzione significativa nel corso degli anni, passando da tecniche chirurgiche tradizionali, che richiedevano incisioni più estese e un recupero più lungo, ad interventi microchirurgici e trattamenti sempre meno invasivi.

Tra le tecniche minimamente invasive, e cioè eseguibili ambulatorialmente in anestesia locale minimizzando l’entità dell’incisione e del trauma ai tessuti, ci sono il trattamento laser e la radiofrequenza.

Queste tecniche sfruttano entrambe la termoablazione per eliminare le vene varicose di diametro superiore a 1 cm e non oltre i 2 cm, ma differiscono sostanzialmente per il loro meccanismo d’azione.

Vediamo più nel dettaglio la differenza tra questi due metodi.

Trattamento Laser

Il trattamento laser utilizza l’energia luminosa per chiudere i vasi sanguigni danneggiati. Un laser emette un fascio di luce ad alta intensità che viene assorbito dall’emoglobina nel sangue all’interno della vena.

Questo assorbimento genera calore, provocando la coagulazione del sangue e la chiusura della vena trattata, che viene poi riassorbita dal corpo.

Il trattamento laser può essere eseguito secondo 2 procedure:

  • trattamento laser transcutaneo: indicato per l’eliminazione di vene varicose piccole e superficiali, in questo caso il laser viene applicato sulla pelle sopra la vena da trattare, generando calore dall’esterno.
  • trattamento laser endovenoso: indicato per l’eliminazione di vene varicose più profonde, comporta l’inserimento di una fibra laser all’interno della vena attraverso una piccola incisione, emettendo energia che riscalda e chiude la vena dall’interno.

Trattamento con Radiofrequenza

Il trattamento con radiofrequenza utilizza onde elettromagnetiche per generare calore, causando il collasso (collabimento) delle pareti della vena.

Anche in questo caso parliamo di una procedura endovenosa che richiede delle piccole incisioni per l’inserimento di una sottile sonda a radiofrequenza. Le onde elettromagnetiche così emesse generano il calore necessario a provocare la chiusura della vena e il suo progressivo riassorbimento.

La differenza sostanziale tra laser e radiofrequenza

In pratica, la sostanziale differenza tra le due tecniche è il loro target, che comporta anche delle differenze nei risultati post-trattamento.

Il target del laser è infatti il contenuto della vena, ossia il sangue, mentre il target della radiofrequenza è la sua parete.

Nel primo caso, la coagulazione del sangue porta ad una chiusura e riassorbimento della vena più lento, poiché sarà necessario attendere la guarigione di una trombosi della vena. Nel secondo caso, invece, il collabimento della vena porta alla formazione di una fibrosi cicatriziale, che consente una guarigione più rapida.

Quale trattamento scegliere?

Risulta chiaro che sia il laser che la radiofrequenza si rivelano trattamenti efficaci per trattare le vene varicose in modo mininvasivo, senza richiedere un ricovero ospedaliero e preservando anche l’aspetto estetico della zona del corpo interessata.

La scelta del trattamento dipende pertanto dalla specifica condizione del paziente e dalla dimensione e posizione delle vene da trattare.

Solo un consulto con un chirurgo vascolare esperto può aiutare a determinare la tecnica più appropriata per ciascun caso, garantendo il miglior risultato possibile.

Presso Angiomedica, grazie alla nostra lunga esperienza e specializzazione in angiologia e chirurgia vascolare, siamo in grado di offrire soluzioni personalizzate e innovative per il trattamento delle patologie venose.

Se hai dubbi o vuoi saperne di più sui trattamenti disponibili, non esitare a contattarci e prenota una visita specialistica.

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