Gambe di una donna che presentano dei segnali evidenti di flebite

Flebite: riconoscere e trattare l’Infiammazione delle vene

​Cos’è la flebite e come si classifica

La flebite è una condizione infiammatoria delle vene, che può influenzare significativamente la qualità della vita se non viene riconosciuta e trattata tempestivamente.

Questo disturbo si verifica quando una vena si infiamma, spesso a causa della formazione di un coagulo di sangue al suo interno.

Può interessare sia le vene superficiali che le vene profonde e per questo motivo si distinguono due tipi principali di flebite:

  • Flebite superficiale: coinvolge le vene superficiali situate appena sotto la pelle. Questa forma è spesso meno grave ma può essere altrettanto fastidiosa.
  • Flebite profonda: coinvolge le vene profonde del corpo, soprattutto nelle gambe. Questa forma è più grave e viene identificata con la trombosi venosa profonda (TVP), una condizione in cui un coagulo di sangue si forma in una delle vene profonde, portando anche al rischio di embolia polmonare.

​Come riconoscere la flebite

I sintomi della flebite possono variare a seconda che si tratti di flebite superficiale o profonda ed è importante riconoscere le differenze per un intervento appropriato.

​Sintomi della flebite superficiale

In questo caso, i principali sintomi includono:

  • Dolore e sensibilità: la vena colpita è dolorante e sensibile al tatto;
  • Rossore e calore: l’area intorno alla vena infiammata appare arrossata e calda;
  • Gonfiore: il gonfiore è spesso localizzato lungo il percorso della vena colpita;
  • Indurimento della vena: la vena infiammata può apparire dura e cordonata al tatto.

​Sintomi della flebite profonda

Nei casi più gravi, i sintomi principali includono:

  • Dolore profondo: il dolore è più intenso e profondo, spesso descritto come una sensazione di crampo o tensione;
  • Gonfiore esteso: il gonfiore può essere significativo e diffuso su una zona ampia della gamba;
  • Calore: anche in questo caso la pelle sopra la vena colpita può essere più calda;
  • Cambiamento nella colorazione cutanea: la pelle può apparire pallida, rossastra o bluastra;
  • Difficoltà a restare in piedi: il dolore e il gonfiore possono rendere difficile restare in piedi per lunghi periodi.

​Complicazioni

Come già accennato, soprattutto nel caso di flebite profonda, questa condizione può portare a gravi complicazioni se trascurata, compromettendo significativamente la salute e la qualità della vita.

  • Embolia polmonare: è una delle complicazioni più gravi della flebite. Si verifica quando un coagulo di sangue, solitamente proveniente dalle vene delle gambe, raggiunge i polmoni, ostruendo uno o più vasi sanguigni e provocando sintomi come difficoltà respiratorie, dolore toracico, battito cardiaco accelerato e tosse.
  • Sindrome post-trombotica: dopo un episodio di TVP, alcune persone sviluppano la sindrome post-trombotica, caratterizzata da dolore cronico, gonfiore e una sensazione di pesantezza nelle gambe.
  • Eczema venoso e ulcere venose: la flebite cronica può portare a condizioni cutanee come l’eczema venoso, che si manifesta con prurito, rossore e desquamazione della pelle, e ulcere venose, ossia ferite aperte spesso dolorose, difficili da guarire e soggette a infezioni, che si formano sulla cute a causa della cattiva circolazione,
  • Insufficienza venosa cronica: la flebite ricorrente o grave può portare anche all’insufficienza venosa cronica, una condizione in cui le vene non riescono a far risalire efficacemente il sangue verso il cuore.
trombosi venosa profonda

​Cause e fattori di rischio

Le cause della flebite sono varie e possono essere legate a fattori esterni o a condizioni mediche preesistenti.

Comprendere questi fattori è utile sia a prevenire l’insorgenza della malattia, che a gestirne i sintomi. Ecco un approfondimento sulle principali cause della flebite.

​Traumi e lesioni

  • Danni fisici: un colpo diretto o una lesione alla gamba possono causare danni alle vene. Questo è comune in situazioni di trauma fisico, come incidenti sportivi o cadute.
  • Procedure mediche: iniezioni o cateterizzazioni endovenose possono danneggiare le vene, innescando un processo infiammatorio. L’uso frequente di aghi o cannule può quindi aumentare il rischio di flebite nelle aree interessate.

​Immobilizzazione prolungata

  • Sedentarietà: abitudini o professioni che richiedono di stare seduti o in piedi per lunghi periodi, possono compromettere la circolazione sanguigna. La mancanza di movimento impedisce al sangue di fluire correttamente, aumentando il rischio di formazione di coaguli e infiammazione venosa.
  • Ricoveri ospedalieri: i pazienti immobilizzati a letto per lungo tempo, specialmente dopo interventi chirurgici, sono a rischio elevato di flebite a causa della ridotta circolazione sanguigna.

​Malattie autoimmuni

  • Alcune malattie autoimmuni come il lupus o la sindrome di Behçet possono causare danni ai tessuti venosi, portando ad infiammazione e rischio di flebite.

​Fattori di Rischio

  • Fumo: si tratta di un fattore di rischio significativo, poiché danneggia le pareti dei vasi sanguigni e promuove la formazione di coaguli.
  • Obesità: l’eccesso di massa adiposa mette ulteriore pressione sulle vene, rallentando il flusso sanguigno.
  • Storia familiare: una predisposizione genetica a problemi venosi può aumentare la probabilità di sviluppare flebiti. Avere familiari con storia di vene varicose o trombosi può quindi indicare un rischio maggiore.
  • Età e sesso: anche l’invecchiamento comporta un aumento del rischio di flebite, poiché le vene perdono elasticità e funzionalità. Inoltre, le donne sono spesso più a rischio rispetto agli uomini, specialmente durante la gravidanza o in seguito all’uso di contraccettivi orali.

​Diagnosi

Una diagnosi precoce e accurata della flebite è fondamentale per determinare il trattamento più appropriato e prevenire le complicazioni associate.

In caso di segnali sospetti è bene rivolgersi ad uno specialista in angiologia, il quale potrà utilizzare una combinazione di metodi clinici e strumentali per confermare la presenza di un’infiammazione venosa.

  • L’ esame clinico consente di valutare la storia clinica del paziente ed effettuare un’ispezione visiva e tattile dell’area colpita.
  • L’ecografia doppler viene utilizzata per valutare la velocità e la direzione del flusso sanguigno.
  • La flebografia (o venografia) è un esame radiografico che consente di visualizzare eventuali coaguli o anomalie strutturali.
  • Il test del D-dimero misura invece la presenza di frammenti di fibrina nel sangue, ossia prodotti della degradazione di un coagulo, consentendo anche in questo caso di individuare la presenza di coaguli.

​Trattamento della flebite

Il trattamento della flebite varia a seconda della gravità della condizione e può includere approcci conservativi, farmaceutici e chirurgici. Ecco una panoramica delle opzioni disponibili.

​Approcci conservativi

  • Attività fisica: nei casi lievi di flebite superficiale, il movimento può essere sufficiente per ridurre l’infiammazione.
  • Sollevamento: elevare l’arto interessato sopra il livello del cuore aiuta a ridurre il gonfiore e facilita il drenaggio venoso, alleviando i sintomi in modo efficace.
  • Calze a compressione: l’uso di calze a compressione graduata è consigliato sia come trattamento che come misura preventiva. Migliorando il flusso sanguigno nelle vene superficiali e profonde, questi dispositivi risultano particolarmente efficaci nel ridurre il gonfiore e il dolore e nel prevenire la formazione di coaguli.

​Terapie farmacologiche

  • Anticoagulanti: sono spesso prescritti per prevenire la formazione di nuovi coaguli e per impedire che quelli esistenti provochino l’aggravarsi della condizione.
  • Antinfiammatori: i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o gli antinfiammatori topici come gel e creme, possono essere utilizzati per ridurre il dolore e l’infiammazione associati alla flebite.

​Interventi chirurgici

  • Trombectomia: nei casi gravi di tromboflebite venosa profonda può essere necessario eseguire questa procedura chirurgica per rimuovere il coagulo di sangue.
  • Riparazione della vena: nei casi in cui la vena è gravemente compromessa e non risponde ai trattamenti conservativi o farmacologici, è invece possibile ricorrere alla riparazione chirurgica della vena danneggiata, rimuovendone una sezione.

Sia che si tratti di flebite superficiale o di flebite profonda, un intervento tempestivo e appropriato può fare davvero la differenza nel migliorare la qualità della vita e prevenire complicazioni severe.

In questo contesto, Angiomedica si distingue per la sua esperienza trentennale nel campo della flebologia, perciò, in caso di segnali sospetti, ti invitiamo a non trascurali e a prenotare una visita angiologica per identificare precocemente eventuali anomalie del sistema vascolare e definire un piano di trattamento efficace.

Questo permetterà di prevenire la progressione della malattia e mantenere la tua salute in condizioni ottimali.

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