Guida all’insufficienza venosa: sintomi, cause e trattamenti

Guida all’insufficienza venosa: sintomi, cause e trattamenti

Chi di noi non ha mai avvertito quel senso di pesantezza e fatica alle gambe dopo una lunga giornata in piedi o seduti? Quando questa sensazione risulta essere persistente o accompagnata dalla comparsa di quelle fastidiose vene varicose, potrebbe essere il primo campanello d’allarme di un disturbo comune ma spesso sottovalutato: l’insufficienza venosa.

Si tratta di una patologia vascolare molto diffusa che può colpire sia gli uomini che le donne, sebbene queste ultime presentino un rischio maggiore rispetto agli uomini.

In questo articolo, esploreremo insieme cos’è esattamente l’insufficienza venosa, quali sono le sue cause, i sintomi da tenere d’occhio e le opzioni di trattamento disponibili per gestire questa condizione in modo efficace e ritrovare il benessere e la vitalità delle nostre gambe.

Cos’è l’insufficienza venosa

Per comprendere appieno l’insufficienza venosa, è fondamentale gettare uno sguardo sul sistema circolatorio e sul ruolo cruciale delle vene nel trasporto del sangue in tutto il corpo.

Le vene sono le vie di ritorno del sangue, responsabili di trasportare il sangue “usato” e privo di ossigeno dai tessuti periferici verso il cuore.

Quando il flusso venoso è efficiente, le valvole all’interno delle vene aiutano a mantenere il sangue in movimento in una direzione, impedendo il reflusso verso il basso. Tuttavia, se queste valvole diventano deboli o danneggiate, il sangue può accumularsi o ristagnare nelle vene, generando così l’insufficienza venosa.

​Quali sono i sintomi e le possibili complicazioni

Il problema del ristagno del sangue è di vitale importanza, poiché può portare a una serie di sintomi fastidiosi e complicazioni potenzialmente serie.

Quando il sangue si accumula nelle vene, le pareti venose possono dilatarsi e allungarsi, formando così quelle antiestetiche vene varicose che spesso sono associate all’insufficienza venosa. Queste vene dilatate non solo compromettono l’aspetto estetico delle gambe, ma possono anche causare sintomi come pesantezza, dolore, gonfiore e prurito.

Inoltre, il ristagno di sangue nelle vene può anche portare a condizioni più gravi, come la trombosi venosa profonda (TVP), che si verifica quando un coagulo di sangue si forma nelle vene profonde del corpo. La TVP può rappresentare una minaccia seria per la salute, poiché il coagulo può staccarsi e viaggiare attraverso il flusso sanguigno fino a raggiungere i polmoni, causando una condizione nota come embolia polmonare, che può mettere a rischio la vita.

Oltre alla TVP, l’insufficienza venosa può portare a una serie di altre complicazioni. Una di queste è l’eczema venoso, una condizione della pelle caratterizzata da arrossamenti, prurito e desquamazione, spesso associata alla presenza di vene varicose. L’eczema venoso può peggiorare nel tempo se non trattato adeguatamente, portando a lesioni cutanee croniche e dolorose.

Un’altra possibile complicazione dell’insufficienza venosa è l‘ulcera venosa, una ferita aperta sulla pelle che si forma a causa del ristagno di sangue nelle vene e della pressione e dell’infiammazione risultanti. Le ulcere venose sono dolorose, di difficile guarigione e possono portare a infezioni gravi se non gestite correttamente.

Infine, l’insufficienza venosa può anche contribuire allo sviluppo di lipodermatosclerosi, una condizione in cui la pelle diventa dura, ispessita e pigmentata intorno alle caviglie. Questa condizione è causata da danni al tessuto circostante dovuti alla pressione e all’infiammazione causate dal ristagno di sangue nelle vene.

Guida all’insufficienza venosa: sintomi, cause e trattamenti

Cause e fattori di rischio

Capire le cause e i fattori di rischio associati all’insufficienza venosa è essenziale per adottare misure preventive e per gestire al meglio questa condizione.

Fattori genetici

Uno dei principali fattori di rischio per l’insufficienza venosa è la predisposizione genetica. Gli individui con una storia familiare di vene varicose o altri problemi venosi hanno un rischio maggiore di sviluppare l’insufficienza venosa. Questo perché alcuni difetti genetici possono influenzare la struttura e il funzionamento delle valvole venose, aumentando la probabilità di ristagno di sangue e di problemi circolatori.

Stile di vita sedentario

Uno stile di vita sedentario, caratterizzato da lunghi periodi di immobilità o da una mancanza di esercizio fisico regolare, può aumentare il rischio di insufficienza venosa. La mancanza di movimento rallenta infatti il flusso sanguigno aumentando le probabilità che si verifichi un ristagno di sangue nelle vene, soprattutto nelle gambe.

Obesità e sovrappeso

L’obesità e il sovrappeso sono fattori di rischio significativi. L’eccesso di peso aumenta la pressione sulle vene e può compromettere il corretto funzionamento delle valvole venose. Inoltre, l’obesità è spesso associata a una maggiore infiammazione e a una ridotta elasticità delle pareti venose, che possono contribuire al ristagno di sangue e alla formazione di vene varicose.

Gravidanza

Le donne incinte hanno un rischio maggiore di sviluppare l’insufficienza venosa a causa dei cambiamenti ormonali e della pressione aggiunta sulle vene a causa dell’utero in espansione. Durante la gravidanza, il volume di sangue nel corpo aumenta e le vene possono subire una maggiore pressione, aumentando il rischio di ristagno di sangue e di problemi circolatori.

Invecchiamento

L’invecchiamento è un altro fattore di rischio importante per l’insufficienza venosa. Con l’avanzare dell’età, le pareti venose tendono a perdere elasticità e le valvole venose possono diventare meno efficienti nel prevenire il reflusso di sangue. Ciò aumenta il rischio di ristagno di sangue e di sviluppare vene varicose e altre complicazioni venose.

Cattive abitudini

Infine, ci sono alcuni comportamenti che possono aumentare il rischio di insufficienza venosa. Tra queste vi sono il fumo di sigaretta, che può danneggiare le pareti dei vasi sanguigni e compromettere la circolazione. Anche l’esposizione prolungata al calore, l’indossare indumenti stretti che ostacolano il flusso sanguigno, l’utilizzo frequente di tacchi alti o la permanenza in posizione eretta per lunghi periodi possono contribuire al ristagno di sangue e alla comparsa di vene varicose.

Trattamento e gestione dell’insufficienza venosa

Quando si sperimentano sintomi e segnali sospetti è bene rivolgersi ad un angiologo o chirurgo vascolare, ossia gli specialisti che si occupano del trattamento delle malattie che interessano il sistema circolatorio.

La diagnosi dell’insufficienza venosa di solito si basa su una combinazione di storia clinica, esame fisico e test diagnostici. Tra i test più comuni vi sono l’ecografia Doppler, che consente di valutare la velocità e la direzione del flusso sanguigno nelle vene, e il test della pressione venosa, che misura la pressione all’interno delle vene.

Una volta accertata la diagnosi di insufficienza venosa, esistono diverse opzioni terapeutiche disponibili, che vanno dalla gestione conservativa ai trattamenti medici e chirurgici. Ecco un riepilogo delle principali strategie.

Misure di auto-aiuto

Nei casi lievi, possono essere adottati approcci conservativi come l’adozione di misure di auto-aiuto, ossia buone pratiche che mirano a migliorare il flusso sanguigno e ad alleviare i sintomi, benché potrebbero non essere sufficienti per risolvere completamente il problema:

  • Elevazione delle gambe: sollevare le gambe al di sopra del livello del cuore può favorire il drenaggio venoso e alleviare il gonfiore.
  • Attività fisica regolare: l’esercizio fisico, in particolare il camminare, può migliorare il flusso sanguigno e rafforzare i muscoli delle gambe.
  • Utilizzo di calze a compressione: queste calze speciali applicano una pressione graduata sulle gambe, migliorando il flusso sanguigno e riducendo i sintomi.

Trattamenti medici

Nei casi più sintomatici, che compromettono anche l’armonia estetica degli arti inferiori, potrebbe essere necessario ricorrere ad opzioni terapeutiche più avanzate, ma comunque conservative e quindi minimamente invasive:

  • Carbossiterapia: un trattamento non invasivo che prevede l’iniezione di anidride carbonica medicalmente purificata per migliorare la circolazione sanguigna e ridurre i sintomi dell’insufficienza venosa.
  • Laserterapia: l’uso di laser per trattare le vene varicose e e i capillari dilatati migliorare il flusso sanguigno.
  • Radiofrequenza: un trattamento che utilizza onde radio per riscaldare e chiudere le vene varicose, riducendo i sintomi e migliorando l’aspetto delle gambe.
  • Scleroterapia: un trattamento in cui una soluzione sclerosante viene iniettata direttamente nelle vene varicose, provocandone la chiusura e il riassorbimento.

Interventi chirurgici

Infine, nei casi più gravi, lo specialista potrebbe suggerire di ricorre al trattamento chirurgico:

  • Varicectomia: la rimozione chirurgica di una vena varicosa attraverso piccole incisioni cutanee.
  • Safenectomia: la rimozione chirurgica della vena safena, spesso utilizzata per trattare le vene varicose gravi.
  • Trombectomia: l’asportazione chirurgica di un coagulo di sangue da una vena, spesso necessaria in caso di trombosi venosa profonda.

Diagnosi precoce: la chiave per affrontare l’insufficienza venosa

Ciò che è emerge da quanto detto fin qui è che l’insufficienza venosa può presentarsi con sintomi all’apparenza trascurabili, ma può rappresentare una sfida significativa per la qualità della vita di chi ne soffre.

Sintomi comuni e lievi potrebbero essere in realtà indicatori di un problema sottostante che richiede la dovuta attenzione medica.

È allora essenziale non ignorare i segnali che il corpo ci invia e sottoporsi a controlli regolari per valutare la salute delle vene e identificare precocemente eventuali segni di insufficienza venosa. La diagnosi precoce può infatti consentire un intervento tempestivo e ridurre così il rischio di complicanze future anche gravi.

Per una valutazione completa della tua salute venosa e un piano di trattamento personalizzato, prenota oggi una visita presso Angiomedica, dove da oltre 30 anni ci occupiamo della salute vascolare delle nostre pazienti, ricercando il giusto connubio tra trattamento funzionale e trattamento estetico.

1 commento su “Guida all’insufficienza venosa: sintomi, cause e trattamenti”

  1. Gentile Dott. Paolo Santoro, confido in lei e spero di risolvere il problema senza arrivare ad operazioni chirurgiche. Nella prossima visita del 3 maggio 2024, ne parleremo insieme. Per ora ringrazio lei e tutto il suo gentilissimo staff. Cordiali saluti. Elisa Berdini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto