Persona con evidente rossore e desquamazione sul braccio. In sovraimpressione si legge: Neurodermite: quando lo stress influisce sulla salute cutanea

Neurodermite: come affrontare la dermatite da stress

​Stress e salute cutanea: cosa c’è da sapere sulla neurodermite

Lo stress è diventato una componente inevitabile della vita quotidiana di molti di noi. Le pressioni del lavoro, le sfide personali e gli impegni familiari possono mettere a dura prova il nostro benessere emotivo e fisico. Ma cosa succede quando lo stress comincia a influenzare la nostra pelle?

Se ti capita di sentire una fastidiosa sensazione di prurito sulla pelle senza una causa apparente, potresti soffrire di neurodermite, una condizione cutanea spesso scatenata proprio dallo stress.

Vediamo allora come riconoscere i sintomi della neurodermite e come un approccio terapeutico integrato possa contribuire a gestire sia la salute mentale che quella cutanea.

​Cos’è la neurodermite

La neurodermite, conosciuta anche come dermatite atopica o eczema atopico, è una condizione cronica della pelle caratterizzata da prurito intenso, arrossamento e secchezza cutanea.

Questa patologia deriva da una combinazione di fattori genetici, ambientali e immunologici, che provocano un’alterazione della barriera cutanea e una risposta infiammatoria eccessiva.

Nei soggetti predisposti geneticamente, l’esposizione a trigger ambientali come allergeni, inquinanti atmosferici e agenti irritanti può infatti scatenare una reazione immunitaria e infiammatoria nella pelle. Questo porta a un indebolimento della barriera cutanea, provocando prurito, arrossamento e lesioni.

Inoltre, l’iperattività del sistema nervoso cutaneo contribuisce all’intensificazione del prurito e al mantenimento dello stato infiammatorio. I recettori nervosi della pelle trasmettono infatti i segnali di prurito al cervello, che a loro volta possono aumentare la sensibilità della pelle agli stimoli irritanti e innescare una risposta infiammatoria cronica.

Appare allora evidente l’importanza di adottare un approccio terapeutico integrato per gestire la neurodermite. Ma prima di affrontare le strategie di trattamento, vediamo i sintomi che caratterizzano questa condizione.

I sintomi della neurodermite

La neurodermite si manifesta con una serie di sintomi caratteristici che possono variare in intensità. Questi sintomi possono somigliare a quelli di altre condizioni cutanee, rendendo importante una corretta diagnosi differenziale da parte di un professionista medico.

Ecco i sintomi più comuni.

  • Prurito intenso: il sintomo predominante della neurodermite è il prurito intenso, che può essere così grave da interferire con le attività quotidiane e il sonno. Il prurito è spesso descritto come “insopportabile” e può diventare cronico, portando a un circolo vizioso di grattamento e lesioni cutanee.
  • Arrossamento e infiammazione: la pelle colpita dalla neurodermite tende ad essere arrossata e infiammata, specialmente nelle aree soggette a sfregamento o irritazione. Questo arrossamento può essere diffuso o localizzato e può peggiorare con il grattarsi.
  • Secchezza cutanea: la pelle affetta da questa condizione è spesso secca e squamosa, a causa della compromissione della barriera cutanea e della perdita di umidità. Questa secchezza può portare a screpolature, desquamazione e formazione di croste sulla superficie della pelle.
  • Lesioni cutanee: il grattarsi cronico può a sua volta causare lesioni cutanee come escoriazioni, erosioni e croste. Queste lesioni possono diventare infette e portare a complicazioni come l’eczema batterico.
  • Alterazioni della pigmentazione: nei casi più gravi, possono verificarsi anche alterazioni della pigmentazione della pelle, con aree più scure o più chiare rispetto alla pelle circostante.

È importante sottolineare che i sintomi della neurodermite possono essere ciclici, con periodi di remissione seguiti da riacutizzazioni. Inoltre, la gravità e la frequenza dei sintomi possono variare da persona a persona e possono essere influenzati da fattori ambientali e dallo stile di vita, tra cui lo stress e l’ansia. Vediamo allora più nel dettaglio questo legame.

Neurodermite: come affrontare la dermatite da stress

​Perché lo stress provoca o peggiore la neurodermite?

Come già accennato in precedenza, la neurodermite è una condizione complessa su cui la scienza ha ancora molto da indagare. Tuttavia, è ampiamente accettato che sia il risultato di un’interazione articolata tra fattori genetici, immunologici e ambientali, e uno dei principali fattori scatenanti della neurodermite sembra essere proprio lo stress.

Lo stress può infatti attivare una serie di reazioni fisiologiche nel corpo, comprese le risposte ormonali e neurologiche, che possono a loro volta influenzare il funzionamento del sistema immunitario.

Quando una persona percepisce una situazione come stressante, il cervello attiva una risposta che coinvolge principalmente l’ipotalamo e la ghiandola pituitaria. Queste strutture rilasciano ormoni come l’ACTH (ormone adrenocorticotropo), che a sua volta stimola le ghiandole surrenali a rilasciare i cosiddetti ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina.

Il cortisolo, in particolare, ha un effetto immunosoppressivo sul sistema immunitario. Ciò può ridurre l’attività delle cellule immunitarie chiamate linfociti T, che sono cruciali per combattere le infezioni e per regolare le reazioni infiammatorie.

Ecco perché in situazioni di stress cronico viene compromessa la capacità del corpo di rispondere adeguatamente a fattori esterni come allergeni o agenti patogeni.

Inoltre, va detto anche che lo stress può influenzare i comportamenti di auto-cura. Le persone sotto stress possono avere una maggiore probabilità di grattarsi compulsivamente o di adottare comportamenti di coping malsani, come il consumo eccessivo di alcol e sigarette, che possono peggiorare i sintomi della neurodermite.

​Trattamento della neurodermite: un approccio integrato

Affrontare la neurodermite richiede dunque un approccio integrato che tenga conto sia della salute emotiva e mentale che di quella cutanea. Non basta infatti agire solo in superficie per alleviare i sintomi, ma è importante affrontare anche le cause scatenanti.

Tra i trattamenti che possono contribuire a ridurre la sintomatologia troviamo:

  • Creme idratanti emollienti: queste creme aiutano a mantenere la pelle idratata e a ridurre l’irritazione. È importante scegliere prodotti delicati che non contengano ingredienti che possano peggiorare la condizione.
  • Creme con corticosteroidi: i corticosteroidi topici possono ridurre l’infiammazione e alleviare il prurito e l’irritazione della pelle. Tuttavia, devono essere usati con cautela e sotto la supervisione di un medico, poiché l’uso prolungato può causare effetti collaterali indesiderati.
  • Antistaminici: gli antistaminici possono aiutare a ridurre il prurito e a migliorare il sonno disturbato causato dalla neurodermite.

Venendo invece agli approcci da considerare per agire sulle cause, possiamo menzionare:

  • Gestione dello stress: poiché lo stress può aggravare i sintomi della neurodermite, è importante adottare strategie per gestire lo stress quotidiano. Ciò può includere tecniche di rilassamento come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda.
  • Modifiche allo stile di vita: una dieta sana ed equilibrata, l’esercizio regolare e un sonno sufficiente possono svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere la salute della pelle e nel ridurre la gravità dei sintomi della neurodermite.
  • Terapie psicologiche: infine, la psicoterapia può essere utile per affrontare le condizioni psicologiche caratterizzate da stress cronico e disturbi d’ansia, contribuendo a sviluppare strategie di coping efficaci.

Insomma, la neurodermite è una condizione che evidenzia il legame profondo tra mente e corpo e per questo deve essere affrontata in modo completo, promuovendo non solo la salute della pelle, ma anche il benessere mentale.

Se stai sperimentando dei sintomi sospetti, contattaci oggi per un consulto dermatologico.

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