Sensazione di non riuscire mai a respirare bene da una narice, bocca secca al risveglio, sonno disturbato, raffreddore che sembra durare il doppio rispetto agli altri… Questi alcuni dei disturbi causati da un setto nasale deviato.
La settoplastica è l’intervento che corregge la deviazione del setto nasale e restituisce una respirazione libera. È una procedura consolidata, ma che merita comunque di essere compresa fino in fondo.
In questo articolo proveremo a chiarire quando l’intervento è davvero indicato, in cosa consiste e come funziona il recupero.
Quando la settoplastica è davvero indicata
Avere un setto leggermente deviato è molto più comune di quanto si pensi e nella maggior parte dei casi non richiede alcun intervento.
La settoplastica entra in gioco solo quando la deviazione compromette in modo significativo la respirazione e la qualità della vita.
I sintomi che giustificano l’intervento
Sono soprattutto i sintomi, più della deviazione in sé, a indicare la necessità di operare. I più frequenti sono:
- ostruzione nasale persistente, spesso più marcata da un lato;
- difficoltà respiratoria che peggiora di notte e disturba il sonno;
- russamento e, in alcuni casi, apnee notturne;
- sinusiti e infezioni delle vie respiratorie ricorrenti;
- frequenti sanguinamenti dal naso (epistassi);
- bocca secca al risveglio, dovuta alla respirazione orale notturna;
- mal di testa legati alla fatica respiratoria.
Se ti riconosci in più di uno di questi sintomi e durano da mesi nonostante terapie e spray, è il segnale che vale la pena approfondire con un otorinolaringoiatra.
Setto o turbinati? Perché la diagnosi cambia tutto
Non sempre il naso chiuso dipende dal setto: spesso la causa sono i turbinati ingrossati (ipertrofia dei turbinati), oppure una combinazione dei due fattori.
È una distinzione tutt’altro che accademica, perché cambia l’intervento: alla sola settoplastica può doversi affiancare una turbinoplastica, dando luogo a una settoturbinoplastica.
Solo una visita otorinolaringoiatrica accurata, eventualmente con endoscopia nasale, può stabilire da dove origina davvero l’ostruzione e qual è la soluzione più adatta al caso.
Quando, invece, la settoplastica si può evitare
Vale la pena dirlo con chiarezza: un setto deviato che non provoca sintomi non va necessariamente operato: in presenza di disturbi lievi, lo specialista può proporre prima un percorso conservativo, con terapie mirate.
La settoplastica resta invece la soluzione quando i sintomi sono invalidanti e incidono sulla respirazione e sul riposo.
La decisione nasce sempre da una valutazione personalizzata, perché ogni naso, ogni persona, è una storia a sé.
In cosa consiste l’intervento di settoplastica
Ma vediamo ora cosa accade durante l’intervento, per affrontarlo con serenità e senza ansie.
Come si svolge
La settoplastica si esegue interamente all’interno delle narici, per via endonasale.
Il chirurgo accede alla cartilagine e all’eventuale porzione ossea deviata, le rimodella e riporta il setto nella sua posizione corretta, così da liberare il passaggio dell’aria in entrambe le fosse nasali.
Un dettaglio importante: trattandosi di un intervento interno, non lascia cicatrici visibili sul volto.
La durata è in genere contenuta, indicativamente tra i 45 e i 90 minuti a seconda della complessità della deviazione.
Una precisazione importante: la settoplastica non cambia la forma del naso
È una delle domande più frequenti e la risposta merita chiarezza: la settoplastica è un intervento funzionale, non estetico. Agisce sulle strutture interne per migliorare la respirazione e non modifica l’aspetto esterno del naso.
Chi desidera correggere la funzione respiratoria e, allo stesso tempo, armonizzare il profilo del naso, necessita di un intervento differente, la rinosettoplastica, che unisce le due finalità. Ma se l’obiettivo è semplicemente tornare a respirare bene, la settoplastica lascerà il naso esattamente com’è.
Anestesia locale o generale? L’approccio ambulatoriale
A seconda del caso, la settoplastica può essere eseguita in anestesia locale con sedazione e non necessariamente in anestesia generale. Per questo, in molte situazioni l’intervento si svolge in regime ambulatoriale, permettendo al paziente di tornare a casa in giornata, dopo una breve osservazione.
È proprio questo l’approccio che da sempre contraddistingue Angiomedica: la piccola chirurgia nel cuore di Roma, eseguita in un ambiente riservato e con tecniche mini-invasive, per coniugare sicurezza, comfort e tempi di recupero ridotti.
Il recupero: convalescenza e post-operatorio
I primi giorni e i tamponi
Nella maggior parte dei casi, al termine dell’intervento vengono inseriti dei tamponi nasali, che servono a contenere il sanguinamento e restano in sede per un breve periodo, in genere da una a poche giornate.
Grazie alle tecniche moderne, il dolore è di norma assente o lieve e facilmente gestibile con i comuni analgesici prescritti dallo specialista.
Nei primi giorni, come vedremo meglio più avanti, sono del tutto normali una sensazione di naso chiuso e qualche crosticina.
Tempi di recupero e ritorno alle attività
Il recupero è in genere rapido. Molte persone riprendono le attività quotidiane leggere già dopo pochi giorni, mentre per sforzi intensi e sport è bene attendere: in via prudenziale si evitano attività faticose per qualche settimana, così da ridurre il rischio di sanguinamenti.
Sarà lo specialista a indicare i tempi più adatti al caso specifico.
Quando si vedono i risultati (e perché all’inizio il naso può sembrare ancora chiuso)
Ecco un punto che genera spesso preoccupazione: nei primi giorni dopo l’intervento il naso può sembrare ancora ostruito.
È del tutto normale: la mucosa nasale ha bisogno di tempo per sgonfiarsi e guarire, e in alcuni casi la narice che prima respirava bene può sembrare temporaneamente più chiusa, per una sorta di riequilibrio.
Il miglioramento della respirazione diventa pienamente apprezzabile nell’arco di alcune settimane, man mano che i tessuti si stabilizzano. Un po’ di pazienza, in questa fase, fa tutta la differenza.
I risultati sono permanenti?
Sì. Una volta guariti i tessuti, il setto rimane nella nuova posizione corretta e i risultati sono stabili e duraturi nel tempo, salvo nuovi traumi o incidenti che possano alterare nuovamente la struttura del naso.
Per la grande maggioranza delle persone, la settoplastica rappresenta una soluzione definitiva al problema respiratorio.Riprendi a respirare liberamente: affidati ad Angiomedica
Se convivi da tempo con il naso chiuso e difficoltà respiratorie, il primo passo è comprendere davvero la tua situazione. Solo una valutazione approfondita può stabilire se il problema è il setto, i turbinati o entrambi, e qual è il percorso più adatto a te.
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